L’importanza del settore dei cavalli per l’economia italiana viene chiarito dagli importi incassati dallo stato italiano. Secondo i dati forniti da Grande Ippica Italiana, associazione legata al Ministero MASAF, nel 2024 l’erario ha registrato un incasso di 43,3 milioni di euro provenienti dalle scommesse ippiche. Si parla di un aumento dello 0,19% rispetto al 2023, equivalente a circa 81.000 euro: un risultato che segna un andamento stabile a livello di entrate fiscali, nonostante alcune fluttuazioni nel volume di gioco.
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I dati più importanti sul settore del betting ippico
Il totale della raccolta nel settore delle scommesse ippiche ha raggiunto i 649 milioni di euro nel 2024. Di contro, rispetto all’anno precedente, si è verificata una flessione pari a 19,39 milioni di euro. Questo calo è da attribuire soprattutto alla diminuzione di interesse verso il gioco a totalizzatore, sia nelle agenzie sia nell’ippica nazionale. Nel dettaglio, il primo ha subito un calo del 9,41%, mentre il secondo ha registrato una flessione del 5,45%. Nel complesso, i totalizzatori hanno perso circa 10 milioni di euro rispetto al 2023. Questi dati confermano una tendenza negativa per questa modalità di scommessa, che negli ultimi anni ha visto un progressivo declino in termini di popolarità.
In netto contrasto, le scommesse a quota fissa hanno registrato una crescita notevole durante l’anno. Il loro volume complessivo è infatti aumentato del 5,75%, raggiungendo i 486 milioni di euro, con una crescita di +26,5 milioni rispetto al 2023. Questo trend positivo viene giustificato da un fatto: la quota fissa propone un controllo più elevato sulle puntate e una maggiore personalizzazione delle scommesse. Anche il prelievo fiscale sulle scommesse a quota fissa ha evidenziato un aumento (+7,18%), generando 1,5 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente.
Prospettive attuali e future
Uno degli elementi che ha contribuito alla raccolta totale nel 2024 è stato il palinsesto complementare, che ha aumentato le opzioni a disposizione degli appassionati. Questa diversificazione ha avuto un ruolo determinante nel bilanciare il calo dovuto ai giochi a totalizzatore, salvaguardando così la salute del mercato delle scommesse ippiche. Nonostante ciò, si parla di un comparto che dimostra di avere ancora ampi margini di miglioramento. In sintesi, l’ippica potrebbe ottenere una visibilità superiore rispetto a quella attuale.
Il 2024 ha rappresentato, quindi, un anno di contrasti per le scommesse ippiche in Italia. Da un lato, si è assistito ad un calo nei giochi tradizionali, come il totalizzatore, che ha perso terreno sia in termini di raccolta sia se si parla dell’interesse da parte del pubblico. Dall’altro lato, le scommesse a quota fissa hanno mostrato una dinamica positiva, confermandosi come la modalità preferita dalla maggior parte degli scommettitori e garantendo un aumento delle entrate per l’erario. Ciò dimostra che le cose cambiano, e anche in fretta, e che il settore deve trovare delle contromisure. In conclusione, nonostante il crollo dei totalizzatori, oggi il comparto delle scommesse ippiche gode di ottima salute. A patto di non sedersi sugli allori perché, come detto, la situazione dipende sempre dai gusti del pubblico e dalla capacità dei protagonisti di soddisfare le richieste.




