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Coronavirus: che vuol dire per l’economia italiana

I danni del Coronavirus si conteranno in obitori e ospedali, ma anche e soprattutto, sul lungo periodo, nel portafoglio.

Perché a poco più di una settimana dal primo contagio in Italia, la situazione appare già come estremamente complicata, soprattutto per alcuni settori, su tutti il turismo.

Quali sono ragionevolmente le conseguenze che, con le informazioni che abbiamo oggi a disposizione, possiamo prevedere? Proviamo a fare chiarezza.

Tra il terrorismo dei media e una certa faciloneria da chi non è direttamente coinvolto.

In borsa continuano a soffrire soprattutto i bancari

La cosa curiosa, la prima che abbiamo individuato, è che tra le performance peggiori di Piazza Affari continuano ad esserci i titoli bancari.

Il grafico di Unicredit, in picchiata dall’inizio della crisi Coronavirus

Non che se la passassero prima molto bene, anzi. Ma c’è comunque da dire che il grafico di uno dei gruppi più rappresentativi del settore italiano, Unicredit, la dice lunghissima.

E non dovrebbe essere un mistero. Il commercio internazionale e i livelli produttivi usciranno letteralmente sconquassati da questa crisi dovuta al Coronavirus, e a farne le spese saranno in primo luogo le banche, soprattutto in virtù dei crediti che, in futuro, diventeranno inesigibili.

Un forte colpo all’export, dal quale sarà difficile riprendersi

Senza voler fare terrorismo della peggior specie, dobbiamo comunque rilevare che il settore degli export si troverà davanti a due grandissime sfide per il futuro:

  • Problemi produttivi: il Coronavirus ha colpito in Italia le aree che sono maggiormente produttive sul piano industriale e questo già sta portando ad un problema di approvvigionamento di semilavorati e prodotti finiti;
  • Reputazione: malauguratamente, l’Italia è stato il paese più colpito del mondo sviluppato e la reputazione delle sue merci (pensiamo a quelle alimentari), ne uscirà sicuramente compromessa.

Ci si potrà riprendere? Sicuramente sì, ma ci sarà da lavorare duramente.

Il turismo? Si prospetta un anno durissimo

Anche per il turismo si prospetta un anno durissimo. Vedere Venezia vuota nel periodo del Carnevale è qualcosa che racconteremo probabilmente alle future generazioni.

E per i prossimi mesi, dato il danno di reputazione (ammesso che si riesca a contenere comunque il numero di contagi) sarà sempre più difficile recuperare arrivi in Italia.

E chi si occupa di organizzazione del settore turistico, parla anche di problemi di cash flow. Per molti operatori, per intenderci, sarà difficilissimo recuperare da anche soltanto un mese di mancati incassi.

Chi ha poco flusso di cassa può chiudere, facendo partire degli effetti a catena che potrebbe essere davvero difficilissimo contenere.

A noi il -1% sul PIL sembra MOLTO ottimista

Sulle nostre pagine non siamo mai stati profeti di sventura. Anzi, ci siamo sempre battuti per la riduzione della spettacolarizzazione dei dati economici.

Ma le stime che circolano in questo periodo ci sembrano estremamente ottimiste. Pensare, dopo anche soltanto 2 settimane fermi, che questo si ripercuota soltanto per l’1% del PIL è inconcepibile.

E tutto questo mentre non si intravede ancora – neanche alla lontana – la fine del tunnel.

Ci sarà da stringere i denti, parecchio.

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